Come valorizzare la Coppa Italia

Si è molto parlato dell’ipotesi di riformare la Coppa Italia.

La struttura attuale vede la partecipazione di società dalla Serie A alla Serie D, in cui i club nelle categorie superiori sono favoriti dall’avere meno turni e dal giocare sempre in casa fino alle fasi finali.

Questo format ha portato a una buona crescita del fatturato negli ultimi anni, grazie anche al fatto che le TV sono contente di poter trasmettere sempre dei match con le“grandi” dagli ottavi in poi. Mentre è difficile e servono vere imprese perché una “piccola” possa arrivare fino in fondo con questa formula, impresa sfiorata dall’Alessandria (Serie C) nella stagione 2015/16 quando è riuscita a raggiungere le semifinali ed a poter così ospitare una grande a casa propria, o meglio questo Alessandria-Milan si giocò a Torino ma lo spettacolo di pubblico(oltre 20.000 spettatori) e l’entusiasmo furono davvero notevoli e contagiosi,e questa partita, così come le vittorie nei turni precedenti, rimarranno un ricordo indelebile per molto tempo nella città piemontese.

E alla fine queste “favole” piacciono anche alle TV, basti vedere che Inter-Pordenone (ottavi di un anno fa) è stata vista da oltre 3,3 milioni di telespettatori e con uno share del 14% (fonte Auditel). Sarebbe interessante poter misurare anche il coinvolgimento, l’attenzione e la passione, ma in ogni caso sono numeri che non fanno certo invidia ad un ottavo disputato tra due “grandi”, evidentemente molti si erano affezionati alla favola e all’inedito di questo match e lo hanno visto.

Chiediamoci: Come aumentare l’interesse e il seguito per il calcio italiano e di conseguenza gettare le basi per un aumento progressivo di fatturato a medio-lungo termine?

Sappiamo che esso dipende in fondo solo dal numero e dall’affezione dei tifosi, infatti senza seguito si perderebberotutti i ricavi (siano essi da matchday, media o commerciali), occorre poicapire quali sono i tifosi più fedeli e passionali, perché evidentemente non èuguale avere 1000 tifosi affezionati piuttosto che 1000 tifosi più “annoiati”, pronti a cercare altro nonappena troveranno qualcosa di più interessante.

La domanda che dobbiamo porci è: quanto vale un tifoso? Per quanto detto, potremmo tentare di rispondere in vari modi, di certo tifosi non sono tutti uguali, di certo non esiste solo l’acquisto di prodotti e biglietti, la visione di dirette video o di contenuti sui social, ma esiste anche un fattore fondamentale che potremmo chiamare “esternalità” che può essere positivo o negativo, e parlo di chiacchierate tra amici, condivisioni social, video che girano via mobile, commenti positivi o negativi, emozioni, entusiasmo o aspettative deluse. È impossibile considerare tutti i fattori ma credo che trovare i più rilevanti per arrivare ad una stima di un’ indicatore economico non sia un utopia.

Qui mi limito a segnalare l’importanza di capire, almeno sommariamente, quanto può valere un tifoso per la società, in modo da indirizzare nel verso giusto gli investimenti, rapportandoli con altrii ndicatori. Ora, quali sono i tifosi più affezionati, ovvero quelli che generano più valore, sia con incassi direttiche con esternalità positive? Per capire meglio il contesto prendiamo uncampione di 6 clubs di diverse categorie e dimensioni: 1) AC Milan (Serie A), 2)Fiorentina (Serie A) 3) Empoli (Serie A), 4) Salernitana (Serie B), 5) Imolese(Serie C), 6) Reggiana (Serie D).

  1. AC Milan: parliamo di un club con centinaia di milioni di tifosi nel mondo e dunque un target globale. Ma chi produce più valore, il tifoso (ad esempio cinese) che segue i risultati di tutti i principali campionati sperando che vinca il Milan, il tifoso milanese che ha anche l’abbonamento allo stadio o il tifoso siciliano che si guarda le partite del Milan in TV? Dovrebbero rispondere loro, e sicuramente avranno fatto tanti studi in società. Chiaramente serve un’attenzione per tutti questi appassionati, ma il tifo più radicato è normalmente quello locale, visto che c’è un fattore in più oltre alle eventuali vittorie ed allo spettacolo: il senso d’appartenenza.
  2. Fiorentina: parliamo del settimo club italiano per fatturato (dopo Juve, Inter, Milan, Roma, Napoli e Lazio) spesso presente anche nelle coppe Europee e con milioni di simpatizzanti in tutto il mondo. Eppure già a questo livello è evidente la forte radice territoriale del tifo attorno alla provincia di Firenze e,tuttalpiù, alla Toscana. Anche qui è certamente possibile clusterizzare meglio i tifosi ma un focus particolare sul territorio è d’obbligo.
  3. Empoli: negli ultimi decenni tanta Serie A e anche una comparsa in Europa, sicuramente il club è conosciuto a livello mondiale dagli appassionati di calcio, almeno come nome e qualche like sui social. Però è chiaro che la fan base è prettamente legata al comune di Empoli e limitrofi, con poche speranze di allargarsi oltre vista la vicinanza con Firenze. Solo improbabili risultati eccezionali e ripetuti negli anni potrebbero allargarla fuori dai confini territoriali.
  4. Salernitana: qui il tifo è strettamente legato alla città ed alla provincia. A parte qualche super-appassionato curioso di Serie B italiana, solo gli emigrati dal salernitano seguono con interesse la squadra. All’interno di questo segmento,si possono targettizzare i più fedeli e appassionati che portano più valore.
  5. Imolese: geograficamente simile all’Empoli, con un bacino legato solo al comune sede del club. Con la differenza che essendo da decenni in categorie inferiori non èc onosciuta fuori dal territorio e anche a Imola altre squadre la fanno da padrone.
  6. Reggiana (ReggioAudace FC): tifo locale, legato alla città ma anche alla provincia.Numericamente, la differenza la può fare la categoria per fidelizzare negli anni, ma il bacino è simile a quello della Salernitana.

Dunque dall’Empoli in giù la situazione è simile, con un seguito localizzato sul territorio e solo la categoria (che non è garantita nel tempo)può dare una certa visibilità nazionale e internazionale, ma certamente i tifosi fedeli sono solo nel comune e nella provincia di riferimento. Dove convivono con tifosi delle grandi, più o meno appassionati. Però è evidente che oltre il 99% dei club ufficiali, e potremmo dire di tutto il mondo, ha un seguito territoriale. Quindi questa identità è fondamentale. E non è comunque da trascurare neanche per quelle decine di clubs con un grande seguito internazionale, perchè pur tenendo presente la veloce globalizzazione occorre anche considerare l’affezione e la fedeltà. Per questi motivi, credo che sia fondamentale ripartire dalle squadre locali, in tutte le città ed i principali comuni italiani, per far crescere l’interesse ed il seguito per il calcio italiano e di conseguenza il fatturato a medio termine. Anche perché, evidentemente, se un tifoso si affeziona alla propria squadra locale è probabile che poi segua anche una“grande” ed i più importanti match internazionali e della nazionale,portando così valore a tutto il sistema, mentre il viceversa appare più difficile (se sono abituato a vedere solo la Champions, poi è difficile che mi appassiono anche alla Serie B o C).

In sintesi:

Scopo: Aumentare l’interesse e il seguito per il calcio italiano e di conseguenza il fatturato a medio termine. 

Come: Aumentando l’interesse e l’affezione per la propria squadra locale (per lo meno nelle città e nei paesi con piú storia calcistica)e di conseguenza di tutto il movimento. Esempio semplice: l’ipotesi di base,spiegata sopra, è che se uno di Sassari si appassiona alla Torres (Serie D)seguirà poi anche la Serie A e, spesso, un grande club, quindi cresce tutto il movimento, compresa la nazionale. Oltre al fatto che il tifo territoriale è particolarmente radicato e fedele, e questo è un valore importante.

Scendendo nel pratico, per quanto riguarda la Coppa Italia:

1) Fare un ranking storico, basato sulle partecipazioni ai campionati dal dopoguerra, che potrebbe simile al concetto di“tradizione sportiva” definito dalla FIGC che viene anche utilizzato per alcuni ripescaggi (Ex. partecipazioni alla Serie A 10 pti, partecipazioni alla Serie B 7 pti, alla Serie C – o comunque al terzo livello – 5 pti, alla Serie D – o comunque quarto livello-  2 pti e sotto 0), al quale si potrebbe aggiungere un fattore legato al bacino d’utenza e/o agli spettatori degli ultimi anni. Tutto ciò per valorizzare la grande storia calcistica delle nostre città, che hanno quasi tutte almeno un minimo di tradizione – intesa come campionati professionistici affrontati e seguiti.

2) Invitare le partecipanti in base a questo ranking ed inserirle in una graduatoria facendo giocare al primo turno l’ultima con la prima e così via.Siccome non é possibile per le grandi giocare ad Agosto, inserire una fascia chiamata“top” che comprende ad esempio le prime 8 per farle partire dal secondo turno che l’ideale sarebbe se fosse spostato un po’ in avanti. Le provinciali potrebbero iniziare a considerare importante dapprima entrarci, e poi mantenere e scalare il ranking.

3) Gare di sola andata, al primo turno l’ideale sarebbe sul campo di quella col ranking più basso ed inversione di campo in caso di indisponibilità d’impianto. Dal secondo turno sorteggio integrale compreso il campo, con una sorta di tabellone tennistico, e gare di sola andata. Inversione di campo in caso di indisponibilità d’impianto.
Lo scopo è che ci possa essere es. Juventus-Taranto o, ancora meglio, Taranto-Juventus,laddove ci sono strutture almeno decenti, per favorire ancora di piùl’interesse e l’affezione. 

4) Facendolo a eliminazione diretta credo che il format potrebbe essere di 120, con le 8 teste di serie giàqualificate al secondo turno e le altre 112 in base al ranking. Se una rifiuta o non ha i requisiti strutturali/economici si potrebbe scalare oltre sempre seguendo il ranking. Le squadre che non rientrano nel ranking sarebbero relegate alla Coppa della propria categoria o, se non è possibile, a quella della categoria inferiore se vogliono partecipare. Anche qui, lo scopo è che le piazze più rilevanti non solo di Serie C e D ma anche, addirittura, delle categorie inferiori (penso a Varese, Ancona, Brindisi etc. ma anche ai paesi con forte tradizione calcistica), magari fallite e rimaste impantanate ma con impianti relativamente buoni e bacini potenzialmente importanti, partecipino riportando così il grande calcio in città.

in questo modo 

5) verrebbero recuperate tutte le piazze storiche rimaste invischiate negli ultimi anni /decenni, che avrebbero così la possibilità di giocare contro le grandi di A e riportare attenzioni alcalcio in città. 

6) Questo, negli anni,favorirebbe una crescita della fan base in generale in queste città (e di conseguenza delle grandi, perchè se uno tifa una squadra di una categoria inferiore è probabile che poi segua anche la A…)

7) Ci sarebbe qualche incentivo per migliorare le strutture (ex. se a Sassari devono ospitare un Torres-Milan, la possibilità di ospitare un evento del genere potrebbe favorire investitori). Allo stesso tempo, credo che vista la drammatica situazione impiantistica sia utile mettere norme non troppo rigide per ospitare i match, per non disincentivare la voglia di migliorare gli impianti (perché potrebbe sembrare impossibile e allora piuttosto lo lasciano marcire..)

8) La Coppa Italia diventerebbe quindi una manifestazione d’interesse in tutte (o quasi) le città d’Italia, visto che i comuni più grandi hanno tutti (o quasi) avuto una storia di calcio professionistico. Questo favorirebbe l’interesse del calcio a tutti i livelli, a partire dalla città direttamente coinvolta. La Coppa Italia avrebbe poi finalmente un suo senso e una sua identità, data dalla presenza di tantissime città italiane. E tutta la storia acquisterebbe valore!

9) Ci sarebbe poi, negli anni, un continuo aumento del fatturato grazie a un maggior seguito generale, partite come Inter-Pordenone di qualche anno fa sarebbero frequenti ai primi turni, anche a campi invertiti, ma mai di paesini (a meno che non abbiano una grande tradizione, visto che occorre essere nel ranking e quindi avere una certa storia). Alla lunga credo che ne risentirebbero positivamente anche i diritti media di Serie A e non solo grazie al maggior seguito generale.

10) pensiamo a che opportunità sarebbe per tutte le città d’Italia che da decenni non vedono o non hanno mai visto club di A giocare contro la loro squadra locale! (es. Trieste, Taranto, Prato, Reggio, Modena, Ravenna, Foggia,Rimini, Sassari, Arezzo, Pesaro, Trento etc.etc…..) E in aggiunta quei paesi che hanno una buona storia calcistica, così da non perdere questa passione (ex. San Benedetto per la Sambenedettese o Martina Franca per il Martina).

11) Queste piazze importanti avrebbero un modo per farsi vedere e per guadagnare qualcosa, avendo così più chance di risalire (chi è nelle categorie inferiori), e un evento “top” per mostrare le loro capacità organizzative e anche per guadagnare qualche soldo, all’inizio grazie ai ricavi matchday ma poi anche grazie a nuovi sponsor e diritti media legati alla manifestazione. E scongiurare così ulteriori fallimenti, visto che negli ultimi decenni sono fallite centinaia di società professionistiche e molte delle quali anche di città importanti.

Breve simulazione:

Ranking e simulazione primo turno:

Dopo il primo turno (che si giocherebbe ad Agosto):

In questo modo la competizione sarebbe sicuramente molto coinvolgente e negli anni riporterebbe pubblico in tante città italiane in cui la passione calcistica si è un po’ spenta, sia dal vivo che sui media. Inoltre, un torneo interessante, coinvolgente e competitivo è attrattivo per tutti, e se è vero che le grandi hanno qualche rischio d’eliminazione in più, per quanto detto sopra certamente alla lunga ci guadagnerebbero anche loro in termini di seguito e fatturato, beneficiando della crescita dell’intero sistema.

Gambling e calcio: lo scenario attuale ed i possibili sviluppi futuri

Come avevamo osservato in un post dello scorso anno, l’industria del “gambling” è ormai fortemente radicata nel mondo del calcio. Il mercato che prima e più degli altri ha sfruttato questa opportunità di guadagno è quello della Premier League, che ha visto crescere progressivamente il numero di squadre il cui main sponsor della maglia è un’azienda appartenente a questo settore: nel 2016/17 si è raggiunto il top, con ben 10 squadre su 20, ma anche la recente ricerca del sito Sportintellingence relativa alla stagione in corso ha dimostrato che 9 club della Premier League sono stati scelti da società di gambling come veicolo promozionale, generando ritorni importanti in termini di ricavi da sponsorizzazione.

Da questa analisi emerge che su un valore complessivo stimato di GBP 315,6 mln (pari a circa 360 mln di euro), oltre 50 mln sono versati da società di questo settore merceologico.

Fonte: http://www.sportintelligence.com

Un forte impulso è stato dato dal Gamblig Act del 2005, che ha reso legale la pubblicità sulle televisioni sia per le società basate in Gran Bretagna, sia per quelle offshore (che sono la maggioranza, anche per evidenti ragioni di carattere fiscale). Nel 2014 il Gambling (Licensing and Advertising) Act ha nuovamente ristretto le maglie per gli operatori, richiedendo anche a quelli non residenti di gestire le proprie attività sulla base di una licenza domestica.

Diversa la situazione della Serie A, nella quale la tendenza ad affidarsi a sponsor del settore del gambling è in calo: se qualche anno fa le principali squadre avevano come main sponsor un operatore del settore, nella stagione 2018/19 solamente la Lazio espone il marchio di una società di gambling sulla maglia (Marathon Bet), mentre altre due (Torino e Chievo) lo hanno scelto come sponsor secondario (sul retro), rispettivamente con SportPesa e con Eurobet. Ma non ci sono solo le maglie da gioco: il valore complessivo di ricavi che la Serie A ottiene da questi sponsor è valutato in 120 mln di euro all’anno.

Per quanto riguarda l’offerta online, con il tempo si è riscontrata la tendenza ad un maggiore controllo e selezione degli operatori, come dimostra l’esempio del portale italcasino.net, nato con l’obiettivo di fornire una panoramica degli operatori, selezionando esclusivamente quelli che sono perfettamente in regola con la normativa AAMS. Per ciascuno degli attori che vengono presentati, viene proposta una guida base di utilizzo nonché fornite notizie sulle promozioni e sui vari brand che offrono un servizio di gioco online e su alcuni dei tanti giochi disponibili. Il sito è completamente gratuito e non è necessaria alcuna iscrizione per accedere alla totalità dei contenuti.

 

Va però detto che il D. Lgs. 96/2018 (cosiddetto “Decreto Dignità”) ha profondamente cambiato la situazione normativa, in quanto viene introdotto il divieto di ogni forma di pubblicità anche indiretta, che riguardi giochi o scommesse con vincite di denaro, in qualsiasi modo effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali e artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

Per i contratti in essere è previsto un periodo di grazia fino a fine anno: ciò vuol dire che a partire dal 1° gennaio 2019 Lazio, Torino e Chievo dovranno eliminare gli sponsor sulle loro maglie da gioco ma, per quanto attiene le pubblicità allo stadio, potrebbero avvalersi di una tecnologia di cosiddetta “sostituzione digitale” ovverosia cambiare le immagini trasmesse sul mercato nazionale ma continuare a mostrare i marchi nelle trasmissioni televisive all’estero.

Leggende, meraviglie e decadenze: cosa succede se il pallone finisce in Laguna?

Americano di origini italiane, Matt Rossetti è l’architetto che ha cambiato le case dello sport a stelle e strisce. Ha firmato case avveniristiche per tutti gli sport: per il basket Nba, il Palace Auburn Hills, casa dei Detroit Pistons, e i campi di allenamento per Lakers e Clippers a Los Angeles, per il football, per l’hockey, per il calcio, per il tennis, il Flushing Meadows, dove si gioca l’Open Usa, ha 23.771 posti. La sua password è democratica: anche chi paga meno, ha diritto a vedere meglio. Lo farà anche in Italia, nella città più turistica del mondo: Venezia. Lo stadio attuale, dove gioca la squadra di calcio, in Serie B, è a Sant’Elena, in laguna. È il secondo stadio più vecchio d’Italia (1913) alle spalle del solo stadio Luigi Ferraris di Genova (1911): magnifico per il folklore, per l’arrivo in barca, per le Dolomiti sullo sfondo. Pessimo per tutto il resto: trombe d’aria, cedimenti, fallimenti ne hanno fatto un guscio scrostato e inattuale.

 

Figura 1 Stadio Pier Luigi Penso, Sant’Elena.

 

Dunque, cento cinque anni, e sentirli tutti. Ma in pensione il vecchio stadio di Sant’Elena non vuole proprio andarci. Ci hanno provato in tanti negli ultimi cinquant’anni, Maurizio Zamparini[1] ci andò vicinissimo, poi ci riprovò Yury Korablin[2], ma senza risultati. Intanto lui, lo stadio di Sant’Elena intitolato all’aviere Pier Luigi Penzo[3], rimane lì in ammollo, una specie di santuario minore del Dio Pallone. Con tutte le sue ferite, sobbarcandosi il peso del tempo. È stato calpestato da piedi buoni e cattivi; è stato attraversato da palloni con camera d’aria e lacci e scarpini di gomma dura; ha avuto tribunette in legno e in cemento ma anche tubi innocenti quando non si sapeva dove mettere la gente; ha ospitato insolite piste d’atletica da cinque a quattro corsie; è stato affollato da migliaia di spettatori ridottisi poi a poche centinaia; si è pavoneggiato in serie A e si è depresso nell’Interregionale. Inoltre, la leggenda narra che quando bisognava perdere tempo per conquistare una vittoria, i tifosi urlavano ai giocatori del Venezia: “Buta ‘a bala in Laguna” perché poi ci voleva un po’ per ripescare il pallone…

Tabella 1 Evoluzione spettatori Venezia Calcio.

Fonte: www.transfermarkt.it.

 

Matt Rossetti è l’uomo che ci darà una nuova vista su 90 minuti, vissuti finora come un’attrazione fatale per il pericolo. Si sa, il calcio made in Italy è una religione arcaica, dove si è tutti crociati.

L’architetto Rossetti, 56 anni, la cui azienda, fondata dal padre Gino, ha sede a Detroit, in Michigan, in patria è stato chiamato per arginare la perdita di spettatori, ma soprattutto per cercare di capire che intenzioni hanno le nuove generazioni. Per i New York Yankees, squadra mitica di baseball, nel 2016 le vendite di biglietti sono scese di 46 milioni di dollari e nella prima parte del 2017 sono diminuite di altri 14 milioni. Dalla fine del 2009 la perdita è stata di 116 milioni, nonostante la squadra sia andata bene. La crisi non riguarda solo gli Yankees. E tutti si fanno la domanda: perché? “Il 67,3% degli studenti che seguono la Nfl ha detto che il football si vede meglio da casa. Il 43% si è dichiarato disposto a tornare allo stadio solo con un posto migliore. La verità è che gli stadi vanno rivoluzionati, nessuno ci va più per fare esperienza, l’idea che i posti più economici siano quelli più in alto, più distanti da tutto, dove si vede peggio, non può più essere una regola. Il concetto di piccionaia deve essere abolito. I giovani chiedono interattività, vogliono essere catapultati nell’azione, far parte del gioco, altrimenti restano a casa. Il momento dello sport non può più essere isolato, ma integrato nel quartiere, nella vita quotidiana[4].

 

Tabella 2 Super Bowl Ratings.

Fonte: Il Super Bowl LII conferma il calo degli spettatori tv, in www.huddle.org, 10 febbraio 2018.

Design, qualità dei materiali, sostenibilità, bellezza. Tutto quello che l’Italia che va allo stadio, tranne rare eccezioni, non ha. Problema di edilizia, di burocrazia, di approccio sbagliato? Matt Rossetti insiste che è un problema culturale: “Se vieni trattato da bestia lo diventi. Io vengo spesso in Italia, per lavoro, e per turismo, e sono andato a vedere delle partite. Come mi sono sentito? Terrorizzato, oppresso, scomodo. Coinvolto in un’atmosfera da guerriero medievale che non cercavo. I luoghi spesso determinano gli animi. Se vieni recluso in certe aree e settori, se vieni condannato nel ruolo del nemico, che deve stare lontano e patire, reagisci da animale ferito. Vent’anni fa è nata una nuova generazione di stadi, l’Italia non si è rinnovata, ha perso competitività, senza mai veramente puntare a una rifondazione. E oggi molte città e società hanno bisogno di nuovi stadi: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Genova. Non bisogna solo riqualificare gli impianti, ma il quartiere attorno. Lo stadio deve essere un cuore che pulsa con la città, non un battito isolato. A Venezia arrivano ogni anno più di 30 milioni di turisti. Perché non pensare che magari abbiano piacere di andare allo stadio dove possono mangiare, comprare, divertirsi. Squadre come il Chelsea in termini di biglietti guadagnano anche dai visitatori che non sono do Londra[5].

Il tifo come intrattenimento, non come malattia. Tribune, balconate, palchi dove sei dentro lo spettacolo, non fuori. Stadi che rendono, non che perdono. E soprattutto sicuri. Quello di Venezia, accanto all’aeroporto, ci sorprenderà … avrà una capienza da 22.000 posti, 18.000 saranno generici e 4.000 premium, e attorno un quartiere con negozi, hotel con 80 camere, ristoranti. Non più o non solo 90 minuti di partita, ma un villaggio che vivrà 24 ore al giorno, collegato alla stazione via shuttle. Materiali leggeri, design di qualità, “allo stadio come in salotto e non come in prigione, via le gabbie[6].  Nessuna cattedrale nel deserto o, in questo caso, in laguna.

Lo stadio di Sydney realizzato per i Giochi del Duemila come impianto iconico al costo di 440 milioni di euro verrà demolito e ricostruito. La sua capienza che era di 110 mila spettatori, poi ridotta a 80.000, scenderà a 75.000, con la possibilità di un tetto retraibile. Ora, uno si chiede: sono passati 17 anni, non secoli, e già Sydney chiude il suo impianto, che riaprirà nel 2022? Non tutti in Australia sono contenti della scelta. “Uno stadio oggi può durare 50 anni. Quella che conta è la sua gestione, che deve essere a costi sostenibili, e con la tecnologia attuale si può. Ma ci deve essere la volontà di condividere una casa, il sistema americano che prevede la ripartizione della spesa tra un’Authority cittadina, che in Italia potrebbe essere il Comune, e la società di calcio mi sembra giusta. Così entrambe le parti hanno interesse a non far decadere l’impianto. Si può, si deve fare, se il calcio italiano ha voglia di rialzare la testa, senza piangersi addosso sulla mancata qualificazione ai mondiali. In Europa tutti l’hanno già fatto: Inghilterra, Germania, Francia, con grandi vantaggi al giro d’affari. Mi dicono: non conosci l’Italia, la sua lentezza burocratica, ma il progetto a Venezia è già avanti, il sindaco è d’accordo, in tre anni dall’acquisizione del terreno si può fare. E in più io sono un tipo paziente. Quello che conta per me è un’architettura bella, tecnologica, democratica, connessa. Ho sistemato le suite a livello del terreno di gioco. Tutti dicevano che era impossibile, l’abbiamo fatto. Perché è quello che chiedono le generazioni del futuro e non vogliamo perderle[7].

Intanto il vecchio Penzo sorride sornione, pensa a come sono conciati i più blasonati San Siro, San Paolo, l’Olimpico. E butta la palla in laguna.

 

[1] Imprenditore italiano nel campo immobiliare commerciale, immobiliare turistico, immobiliare residenziale, agricolo ed energetico. Dal luglio 2002 è proprietario del Palermo.
[2] È stato un politico, imprenditore e dirigente sportivo russo.
[3] Aviatore veneziano dell’aeronautica Militare che si distinse durante la Prima Guerra Mondiale, e fu impegnato in innumerevoli missioni salvataggio, come quella del 1928, al termine della quale perse la vita in Francia.
[4] Il calcio va visto in salotto…allo stadio, intervistato da “Il Venerdì di Repubblica”, 5 gennaio 2018.
[5] Il calcio va visto in salotto…allo stadio, intervistato da “Il Venerdì di Repubblica”, 5 gennaio 2018.
[6] Idem.
[7] Idem.

Il Milan e alcune contraddizioni del Fair Play Finanziario

Il Milan e le contraddizioni del Fair Play Finanziario

La nuova stagione di Serie A è iniziata da poco e tante sono le aspettative sulle principali squadre in gioco. Su tutte, il Milan è forse una di quelle con il più gran carico di aspettative di rivoluzione rispetto all’anno scorso. Stiamo parlando sempre di una delle squadre più blasonate non solo d’Italia ma anche d’Europa, grazie all’impressionante numero di 7 Champions League che riposano nelle sue bacheche. Tuttavia, il momento attuale della società milanese non è assolutamente dei migliori, anche se la sconfitta subita in rimonta al San Paolo contro il Napoli, è stata poi compensata dalla vittoria con la Roma. La squadra allenata da Ivan Gennaro Gattuso ha bisogno di uno scossone dopo un mercato importante fatto durante il periodo estivo, nel quale si è rischiato di andare contro le norme del Fair Play Finanziario e, soprattutto, si è rischiato di non poter partecipare alla prossima edizione dell’Europa League.

 

 

 

Investimenti importanti

Dopo non essere riusciti a centrare l’obiettivo di tornare in Champions League, i rossoneri hanno deciso di tornare con forza sul mercato l’estate scorsa, con il proposito di migliorare quanto prima i risultati. I primi quattro posti di questa stagione di Serie A sono nel mirino della squadra nella quale è tornato Leonardo de Araujo come direttore sportivo. Gli investimenti di quest’estate sono stati importanti, sebbene meno cari rispetto a quelli dell’anno scorso. Dopo Reina e Strinic, arrivati a costo zero, la società rossonera ha gonfiato la propria rosa con acquisti di calciatori di primo livello come Caldara, Higuain, Laxalt, Castillejo e Bakayoko. Si tratta di investimenti di valore per provare a tornare quanto prima nella top 4 italiana. Tuttavia, prima di questa importante campagna acquisti, la società rossonera ha dovuto effettuare un appello al TAS, il tribunale sportivo, per ricorrere alla condanna dell’UEFA, che non l’aveva ammessa alla prossima edizione di Europa League per presunta frode contro il Fair Play Finanziario, ovvero la normativa secondo la quale i club che partecipano alle condizioni europee non possono avere eccessivi disavanzi di bilancio. Il 20 luglio scorso, dopo una serie di settimane di incertezza, il Milan è stato ufficialmente riammesso alla competizione europea, il tutto dopo che il fondo di investimento Elliot, la nuova proprietà statunitense della società rossonera, ha assicurato l’impegno di prendersi cura degli investimenti del club per i prossimi tre anni. Questa manovra, che in parte fa capire come il concetto di Fair Play Finanziario sia piuttosto labile, cambia del tutto gli equilibri della prossima stagione di Europa League.

Un’Europa League intrigante

Il Milan, in effetti, è una delle favorite alla prossima Europa League, secondo Betway, ovvero un sito di scommesse tra i più importanti del mercato calcistico, data la quota riscontrabile il 27 agosto di 18,5 sui rossoneri vincenti, la terza in assoluto dopo Arsenal e Chelsea. Ciò significa che il potenziale della squadra di Gattuso è piuttosto elevato. Non a caso in molti segnalano il Milan come una delle squadre più forti del campionato italiano, che continua ad essere un punto di riferimento del calcio europeo nonostante abbia sperimentato un calo di qualità negli ultimi anni. L’arrivo di un attaccante come Higuain ha alzato molto il livello della squadra milanese, che l’anno scorso aveva sofferto la crisi di gol di Nikola Kalinic, adesso all’Atletico Madrid, un centravanti diverso da quello visto prima alla Fiorentina. L’argentino, invece, è l’attaccante che detiene il record di goal in una sola stagione in Serie A, record stabilito nella stagione 2015-16 con il Napoli di Maurizio Sarri.

Dopo aver rispettato le regole del Fair Play Finanziario, quindi, il club adesso proprietà di Elliot, punterà molto sul fare una bella figura in Europa League, la sorella minore della Champions ma sempre una coppa importante, la cui vittoria offre proprio la qualificazione alla Champions. In tale contesto, sia la piazza sia i giocatori vorranno fare bene in una competizione come quella un tempo conosciuta come la Coppa UEFA. Sebbene il prestigio non sia quello di un tempo, il poter competere con squadre come Arsenal, Chelsea o Siviglia, oltre a quelle che poi scenderanno dalla Champions a partire dai sedicesimi di finale, è uno stimolo importante per una squadra come il Milan che mancava da troppo tempo nelle competizioni europee.

 

 

Ripartire dal blasone

Una volta risolti i problemi economici, con le garanzie offerte da Elliot, il Milan può dunque puntare nuovamente sul fascino del proprio blasone, qualcosa che non se ne va nonostante i brutti risultati degli ultimi anni. Il ritorno di Leonardo è sicuramente una delle migliori notizie per una società che vuole recuperare il prestigio lasciato indietro, così come lo è stato il rinnovo l’anno scorso di Gianluigi Donnarumma, che per molti rappresenta il futuro dei portieri italiani e l’erede di Gianluigi Buffon. La rinascita del Milan riparte dunque da una pronta e veloce ripartenza in campionato, oltre che su una puntata importante al tavolo dell’Europa League. La partita di venerdì prossimo contro la Roma sarà un test importante per vedere a che livello sono arrivati gli uomini di Gattuso. I giallorossi allenati da Eusebio di Francesco sono una delle squadre più attrezzate del campionato e il loro terzo posto l’anno scorso lo testimonia.

Tuttavia, il Milan ha più fame di tornare nel calcio che conta, quello fatto di stelle notturne europee, quello della Champions League, la competizione più amata dall’ex presidente Silvio Berlusconi, ma per farlo, bisognerà prima passare per ostacoli irti e difficilmente sormontabili.

UC Sampdoria, Bilancio 2017: secondo utile di esercizio consecutivo della gestione Ferrero

Anche grazie alle plusvalenze realizzate, pari a € 38.108.000, il risultato economico dell’anno solare 2017 di “U.C. Sampdoria Spa” ha evidenziato un risultato positivo netto di € 9.286.928. Secondo gli Amministratori, il risultato netto di esercizio del 2017 è molto positivo e conferma il trend economico crescente degli ultimi due esercizi. In effetti, anche il bilancio 2016, evidenziava un utile di 3.232.818, con 38,8 milioni di Euro di plusvalenze. Nel 2015, il bilancio si era chiuso con una perdita netta di esercizio di € 1.385.144. Nel 2014, il bilancio si era chiuso con una perdita netta di esercizio di 24,6 milioni di Euro e, nel 2013, la perdita era stata di € 13.440.011.

Grazie alla cessione di Muriel al Siviglia, come nel 2016, le plusvalenze pari a 38,1 milioni di Euro (€ 38,8 milioni nel 2016) sembrano essere state decisive per conseguire il risultato positivo e ristabilire l’equilibrio. Nel bilancio 2017, la cessione di Patrik Schick alla Roma ha contribuito solo come ricavo da cessione temporanea.

Il bilancio al 31 dicembre 2017 di “U.C. Sampdoria Spa” riepiloga i risultati sportivi della seconda parte della stagione sportiva 2016/17 e della prima parte della stagione 2017/18. La stagione sportiva 2016/17 si è conclusa col decimo posto in Serie A, con 48 punti, conseguendo la permanenza in Serie A anche per il 2017/18 e il raggiungimento degli ottavi di Coppa Italia. La stagione sportiva 2017/18, relativa al campionato di serie A successivo, è terminata col decimo posto con 54 punti e il raggiungimento degli ottavi di Coppa Italia.

Gli amministratori hanno evidenziato che la stagione sportiva 2017/18 è stata in linea con le aspettative della Società, che sono riassumibili in un posizionamento in classifica con conseguente impatto positivo sui ricavi attesi per i diritti televisivi; sviluppo in termini di qualità del gioco proposto dalla Prima Squadra; valorizzazione del parco giocatori del Club.

Il bilancio al 31 dicembre 2017 è stato prudenzialmente redatto nell’ottica di un piazzamento finale tra il decimo ed il dodicesimo posto al termine della stagione 2017/2018.

 

La Proprietà della Società

La società “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” è controllata al 99,96% dalla società “Sport Spettacolo Holding S.r.l.” e risulta sotto la direzione e il coordinamento della controllante. A sua volta, la società “Sport Spettacolo Holding S.r.l.” è controllata al 100% dalla società “HOLDING MAX S.r.l.”. La società “HOLDING MAX S.r.l.” è controllata all’80% da Vanessa Ferrero, al 15,24% da Giorgio Ferrero e al 4,76% da “Unione Fiduciaria S.p.A.”.

La società “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” detiene il 50% della società “Luigi Ferraris S.r.l.” (l’altro 50% è di proprietà del Genoa CFC). La società Luigi Ferraris S.r.l, in data 25 luglio 2016 ha ottenuto il rilascio da parte del Comune di Genova della concessione per l’utilizzo dello stadio Luigi Ferraris. La Sampdoria e il Genoa CFC, in data 1° agosto 2016, hanno stipulato un contratto di subconcessione dell’impianto per un costo complessivo di Euro 900 mila ad anno.

In base ai dati riferiti al 31.12.2016, “SPORT SPETTACOLO HOLDING S.r.l.”, ha un Capitale sociale di € 950.000, un Totale attivo di € 58.865.804, Ricavi per € 4.983.356 ed un Patrimonio Netto positivo per € 35.477.577.

Tra U.C. Sampdoria S.p.A. e la controllante Sport Spettacolo Holding S.r.l. esistono rapporti relativi al contratto di locazione degli uffici sede sociale al costo di € 116 mila. Il contratto è stato stipulato a condizioni di mercato. A partire dal primo semestre 2017 è stato rinnovato il contratto per l’utilizzo del marchio “Sampdoria”, per la stagione sportiva 2017/2018 direttamente tra U.C. Sampdoria e la controllante “Sport Spettacolo Holding S.r.l.”, che risulta contrattualmente titolare dei diritti di utilizzazione del marchio “Sampdoria. Il corrispettivo è di 3 milioni. “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” ha sostenuto costi per circa Euro 170 mila, per prestazioni di servizi ricevuti dalla società controllante per attività di supporto amministrativo nonché servizi di coordinamento della segreteria di presidenza. Di contro la Società ha prestato servizi contabili alla società controllante per un importo di € 6 mila.

Anche per l’esercizio 2017, “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” risulta in regime di “Consolidato Fiscale Nazionale” con la controllante “Sport Spettacolo Holding S.r.l.”.

Nella Relazione sulla Gestione è scritto che la società Holding Max S.r.l., controllante di Sport Spettacolo Holding S.r.l., detiene l’intero capitale sociale della Eleven Finance S.r.l.., società che opera nel settore cinematografico ed immobiliare. Come l’esercizio precedente, la Eleven Finance, nel corso del 2017, ha continuato a svolgere il proprio incarico di coordinamento e gestione delle attività di finanziamento progettazione, attuazione e sviluppo delle iniziative immobiliari in essere nel Comune di Bogliasco. Con l’entrata in funzione della residenza Casa Samp, è stato capitalizzato tra le immobilizzazioni materiali il 50% del corrispettivo della prestazione a titolo di onere accessorio all’immobile.

 

La continuità aziendale

La relazione dei revisori di Baker Tilly Revisa S.p.A. non contiene richiami di informativa o rilievi riguardanti la continuità aziendale.

Strettamente connessa al tema della continuità aziendale è l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, il 31 marzo 2017, del budget preconsuntivo della stagione 2017/2018 ed il Piano per le stagione 2017/2018 e 2018/2019 e 2019/2020, che non è stato oggetto di aggiornamento da parte del Consiglio di Amministrazione del 30 marzo 2018. Nella Relazione sulla Gestione è scritto che il Piano “non è ancora stato oggetto di revisione nell’attesa che si definisca il contesto della vendita centralizzata dei diritti televisivi per le partite di serie A del prossimo triennio 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021”. Gli Amministratori hanno scritto che, anche per i prossimi esercizi, il Piano conferma il positivo andamento operativo evidenziato nel 2017, con un trend orientato al raggiungimento del pareggio reddituale e finanziario e con la possibilità di migliorarlo grazie alla massimizzazione delle plusvalenze ottenibili con la vendita dei calciatori.

Secondo gli Amministratori le strategie poste in essere per il perseguimento degli obiettivi di Piano, evidenziano l’esistenza delle condizioni finanziarie e patrimoniali tali da garantire il presupposto della continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi alla data del bilancio d’esercizio.

Le principali assunzioni del Piano sono:

  • mantenimento di un posizionamento in classifica tra l’ottavo ed il dodicesimo posto;
  • mantenimento dell’importo riconosciuto dai broadcaster per l’acquisto dei diritti di trasmissione televisiva del campionato di Serie A (entro l’inizio della prossima stagione sportiva sarà messa a gara la vendita dei diritti di trasmissione televisiva per il triennio 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021);
  • stabilizzazione del monte ingaggi calciatori, mediante riduzione della rosa e ringiovanimento della stessa. Secondo gli Amministratori sono già state poste le basi;
  • player trading, con realizzo di plusvalenze e investimenti per l’attività di Scouting e per lo sviluppo del Settore Giovanile.

 

La Struttura dello Stato Patrimoniale

Il totale dell’Attivo è aumentato del 34,8% da € 146,26 milioni a € 197,16 milioni. Le Immobilizzazioni materiali risultano aumentate da € 8.076.438 a € 9.622.979. La voce che ha manifestato un maggiore incremento è quella dei terreni e fabbricati, aumentata da € 6.525 a € 8.684.960. In particolare, le Immobilizzazioni materiali in corso e acconti risultano diminuite di € 7.396.149 e la voce relativa ai Terreni e fabbricati risulta aumentata per acquisizioni per € 8.777.285 e diminuita per ammortamenti per € 98.850.

 

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,20 (0,19 nel 2016). Infatti, l’equity ratio è pari a 16,7% (16,2% nel 2016). Il ricorso al capitale di terzi è prevalente.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,20 (1,19 nel 2016), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,765 (0,73 nel 2016), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Anche non considerando nelle passività a breve i ratei e i risconti passivi che sono paria ad € 16.431.590 (€ 14.880.463 nel 2016), l’indice resterebbe al di sotto di 1.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori

Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,52 (0,52 nel 2016). Pertanto, l’investimento in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta finanziato anche con capitale di terzi.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC

Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente. Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,788, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI

Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 33,9%(38,4% nel 2016), pertanto ogni 100 Euro investiti se ne incassano 33,9, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, in circa 3 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI

Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati. Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 11,1 milioni circa, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 6,5 Euro.

 

Il Patrimonio Netto

Il patrimonio netto è positivo per € 32.951.064 (€ 23.664.135 nel 2016) e finanzia il 16,7% dell’attivo. La variazione in aumento di € 9,28 milioni è dovuta all’evidenziazione dell’utile d’esercizio per € 9.286.928. Il patrimonio netto essendo positivo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario dell’UEFA.

 

L’indebitamento finanziario

Il debito finanziario lordo aumenta da € 22,1 milioni a € 36,4 milioni.

 

 

I debiti bancari sono diminuiti da € 11.480.872 a € 5.931.879 e riguardano scoperti di conto corrente per € 429.000 (€ 7.181.000 nel 2016); Quote a breve di finanziamenti per € 199.000 oltre a Quote a lungo di finanziamenti per € 5.303.000 € 4.300.000, che riguardano il mutuo fondiario dell’importo di Euro 5,6 milioni, concesso in data 6 aprile 2016 dall’Istituto per il Credito Sportivo, per l’acquisto del complesso immobiliare in corso di costruzione sito nel Comune di Bogliasco, da destinare a residenza dei giocatori del settore giovanile nell’ambito del progetto “Accademia del Calcio U.C. Sampdoria S.p.A.”. Tale mutuo è pari al 70% del costo complessivo dell’investimento.

I Debiti verso altri finanziatori sono aumentati di 19,7 milioni di Euro da € 10.632.871 a € 30.456.575. Tale importo comprende: Anticipazioni da parte di Macquarie Bank International per Euro 21.289.000 (€ 6.289.000 nel 2016), a fronte dei crediti verso il Sevilla per Correa e Muriel e verso il Villareal per Soriano. Come nel 2016 figurano cessioni di crediti commerciali vs broadcasters per € 5.168.000. Nel 2016 l’anticipazione finanziaria fu ottenuta dal factor General Finance Corporation, cessionaria dei crediti commerciali riconosciuti dall’advisor Infront per Euro 1.194.000 e Cessione crediti commerciali per diritti TV per Euro 3.161.000.

Considerando le disponibilità liquide pari a € 4.857.988 (€ 633 mila nel 2016), si ha un indebitamento finanziario netto pari a € 31,5 milioni inferiore al valore della produzione e al fatturato netto.

I crediti verso enti settore specifico risultano pari a € 75,1 milioni, di cui € 74,87 milioni verso società di calcio. Il maggior credito riguarda quello verso l’Inter per € 43,23 milioni, di cui € 26.930.000 per Skriniar ed € 2.400.000 per Eder. Il club straniero con cui la Sampdoria vanta il maggior credito è il Sevilla, per l’importo di 17.585.000 riguardante Muriel per € 13.650.000 e Correa per € 3.935.000.

I debiti verso altri club per operazioni di calciomercato sono pari a € 65,16 milioni (€ 45,7 milioni nel 2016). Il club italiano con cui la Sampdoria è maggiormente indebita è l’Inter con 17.614.000 Euro.

Nello specifico, il debito verso l’Inter per Bonazzoli, è pari a € 560 mila; per Caprari G. è pari a € 12 milioni; per Pires Riberio J.R.  a € 4.450.000 e per Duncan è di € 604.000; quello verso il Napoli per Gabbiadini è di € 624.000; per Strinic I. €  480 mila e per Zapata D. per €  1.260.000. Il debito verso l’Udinese per Fernandes B. è di 4.600.000; e per Muriel € 2.800.000. Il debito verso il Cagliari per Murru per € 7.200.000. Il debito verso il Pescara per Verre V. è di € 3.400.000. Il club straniero con cui la Sampdoria è maggiormente indebitata è il Middlesborough, per l’importo di 4 milioni riguardante Gaston Ramirez.

Il saldo tra crediti e debiti verso enti settore specifico è positivo per € 9,98 milioni. Se aggiungessimo tale saldo all’indebitamento finanziario netto si otterrebbe una cifra comunque inferiore al fatturato netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso in questione sono assenti.

Il saldo, tra crediti e debiti relativi al calciomercato risulta positivo per € 29,4 milioni (-€ 11,28 milioni nel 2016), non essendoci debiti tributari non correnti, la posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play, è positiva per € 48,33 milioni.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l’importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall’inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l’attività è dichiarata pronta per l’uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso della Sampdoria, al 31.12.2017, potrebbe essere considerato il debito per del complesso immobiliare in corso di costruzione sito nel Comune di Bogliasco.

 

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento. I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2017 ammontano a € 139.497.250 (€ 96,85 milioni nel 2016), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 101,49 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,374, comunque inferiore alla soglia massima consentita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5.

LA SOSTENIBILITA’ DEL DEBITO

Il giudizio sulla sostenibilità del debito deve tener conto che il Margine operativo lordo (Ebitda), determinato dagli Amministratori, è positivo per € 36.003.000 (€ 33.286.000 nel 2016). Pertanto la gestione economica ha generato dei flussi di cassa positivi. Il rapporto tra debito finanziario netto/EBITDA è pari a 0,88 (0,65 nel 2016), che significa che il debito finanziario netto è sostenibile. Il calcolo degli amministratori dall’EBITDA esclude anche minusvalenze per € 1.452.000 (€ 4.258.000 nel 2016) e incentivi all’esodo per € 2.633.000 (€ 3.552.000 nel 2016).

IL RENDICONTO FINANZIARIO

Il rendiconto finanziario dimostra che la variazione positiva di disponibilità liquide per € 4.224.525 è dipesa da flussi di liquidità positivi generati dalla gestione corrente per € 30.863.682, di cui € 2.882.742 derivanti dalle variazioni di capitale circolante netto; da flussi positivi di liquidità generati dalla gestione relativa ai finanziamenti per € 14.274.712; da flussi negativi di liquidità generati dalla gestione degli investimenti per € 40.913.869.

 

 

Gli Investimenti in Immobilizzazioni immateriali hanno drenato € 39.600.560; quelli in Immobilizzazioni materiali hanno drenato € 1.031.773. Dal punto di vista dell’attività finanziaria si non generati dei flussi positivi per Accensione finanziamenti per € 20.827.080 e flussi negativi per € 6.552.369 derivanti da rimborsi per debiti a breve verso banche.

 

Gli altri debiti

I debiti tributari risultano aumentati del 5,4%, da € 5.076.725 a € 5.349.833. L’importo principale riguarda i debiti per ritenute su lavoro dipendente, relative alle retribuzioni di novembre e dicembre 2017, che sono state corrisposte nei mesi di Gennaio e Febbraio 2018, pari a € 4,61 milioni (€ 4,28 milioni nel 2016). I debiti per ritenute d’acconto su lavoro dipendente sono stati pagati dopo il 31 dicembre 2017, in base al pagamento delle retribuzioni.

I debiti verso i dipendenti aumentano da € 7.212.000 a € 7.918.000 e si riferiscono alle mensilità di novembre e dicembre 2017, oltre ai premi. Nella nota integrativa è specificato che gli stipendi sono stati pagati puntualmente. Sono stati inoltre accantonati € 666.000 per incentivi all’esodo a favore di tesserati.

I debiti verso istituti previdenziali pari a € 236.904 (€ 219.357 nel 2016) sono stati pagati nel mese di gennaio 2018.

I debiti verso agenti e intermediari dei calciatori, allocati tra i debiti verso fornitori, ammontano a € 7.578.000 (€ 4.879.000 nel 2016; € 3.147.000 nel 2015 ed € 1.126.000 nel 2014).

 

Il Valore della Rosa

I diritti pluriennali alle prestazioni calciatori espongono un valore di € 63,41 milioni (€ 45,39 milioni nel 2016), evidenziando un aumento del 39,7%. La variazione positiva di € 18 milioni è dovuta ad investimenti per € 55,23 milioni (€ 38,97 milioni nel 2016), cessioni con un valore contabile residuo di € 19,43 milioni (€ 21,19 milioni nel 2016), ammortamenti e svalutazioni per € 17,77 milioni (circa € 16,28 milioni nel 2016).

 

 

Durante il 2017, gli acquisti col valore più elevato sono stati: Caprari G. (Inter) con € 15.000.000; Murru N.  (Cagliari) con € 9.000.000; Ramirez P. (Middlesbrough) con € 6.316.000; Pires Riberio J.R.  (Inter) con € 4.566,000; Verre Valerio (Pescara) con € 4,1 milioni; Kownacki D. (KKS Lech Poznan) con € 4.000.000 e Simic che risulta acquistato dal club HNK Hajduk Split per Euro 1.800.000.

 

 

Per quanto riguarda le cessioni, si è registrato un incasso complessivo di € 56.088.000 (€ 55.776.000 nel 2016), che ha determinato plusvalenze per € 38.108.000 (€ 38.845.000 nel 2016) e minusvalenze per € 1.452.000. Tra i calciatori ceduti spiccano: Muriel F.L.F.  (Sevilla) per Euro 20.475.000; Skriniar M. all’Inter per Euro 20.000.000 e Fernandes B. (Sporting Clube) per € 8.500.000.

Dopo la chiusura dell’esercizio, si è verificato quanto segue: maturazione dell’obbligo di riscatto del calciatore Shick Patrick con relativa plusvalenza per l’esercizio 2018; maturazione di bonus per precedenti cessioni per Euro 1,7 milioni.

Per quanto riguarda le acquisizioni, le operazioni di maggiori rilevanza sono state: maturazione dell’obbligo di riscatto del calciatore Zapata Duvan dalla società Napoli con l’incremento dei diritti pluriennali calciatori per circa 18,5 milioni di Euro.

 

La Gestione Economica

Nel 2017, il valore della produzione aumenta dell’8,4% da € 105,2 milioni a € 114 milioni. I costi della produzione, pari a € 102.897.315 (€ 98,73 milioni nel 2016), risultano aumentati del 4,2%, in misura meno che proporzionale all’aumento del valore della produzione. Pertanto, si è determinata una situazione di equilibrio economico. Infatti, la differenza tra valore e costi della produzione evidenzia un risultato positivo per € 11.121.856 di Euro, mentre nel 2016 era positivo per € 6.482.532.

 

 

I Ricavi

 Bisogna evidenziare che nel 2017 si registra un incremento del fatturato netto, senza plusvalenze, del 13%.

Il valore della produzione risulta in aumento dell’8,4%, soprattutto a causa dell’aumento dei proventi da cessione diritti televisivi, che sono aumentati del 20,7%. Occorre anche dire che per quanto riguarda il fatturato netto, la Sampdoria è una società “teledipendente”. Il grafico riguardante l’evoluzione della ripartizione del fatturato netto.

 

  • I ricavi da gare sono diminuiti del 3%, da € 4.699.061 a € 4.557.081. Tuttavia, gli abbonamenti sono aumentati di poco da € 2.906.000 a € 2.959.000.
  • I proventi radiotelevisivi sono aumentati del 20,7%, da € 34,78 milioni a € 41,976 milioni. Tali proventi incidono per il 36,8% sul valore della produzione e per il 72,2% sul fatturato netto.
  • I proventi da sponsor risultano pari a € 3.929.000 (€ 3.911.000 nel 2016), di cui € 740 mila dagli sponsor ufficiali. Lo Sponsor tecnico ha contribuito con € 2.633.000 (€ 2.655.000 nel 2016).L’importo residuo di € 556 mila si riferisce ai rapporti che determinano proventi relativi a tutte le altre sponsorizzazioni che la Società ha contrattualizzato.
  • I proventi pubblicitari ammontano a € 3.598.000, mentre nel 2016 erano pari a € 3.646.000. I proventi pubblicitari della Sampdoria dipendono dal contratto firmato con l’advisor commerciale Infront Italy.

I contributi federali, aumentano da € 2.184.000 a € 2.213.000 e riguardano: per € 381 mila la quota di contributo di solidarietà della  ricevuto sulla Uefa Champions League base della ripartizione collettiva in sede di Lega Nazionale Professionisti per la stagione 2016/2017;  per € 407 mila la quota di contributo di solidarietà della  ricevuto sulla Uefa Champions League base della ripartizione collettiva in sede di Lega Nazionale Professionisti per la stagione 2017/2018; per € 1,1 milione i proventi collettivi non audiovisivi nei confronti della Lega Nazionale Professionisti relativi alle stagioni sportive disputate nell’esercizio.

Il Player Trading

Il risultato del Player Trading è positivo per circa € 30,4 milioni. Nel precedente esercizio era negativo per circa € 28,5 milioni. Nel 2017, come nell’esercizio precedente, il risultato della gestione economica dei calciatori è riuscito a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.

 

 

Gli Altri proventi da gestione calciatori ammontano a Euro 12.925.000 (€ 11.781.000 nel 2016). Tali proventi accolgono i bonus per la vendita di calciatori, nonché i proventi maturati per Contributo solidarietà Fifa e Indennizzi formazione Fifa.

Le plusvalenze incidono per il 33,4% sul valore della produzione e ammontano a € 38.108.000 (€ 38,85 milioni nel 2016).  Le principali plusvalenze sono rilevabili dalla seguente tabella:

 

 

La plusvalenza più elevata ha riguardato la cessione di Muriel al Sevilla, per Euro 17.222.000.

I Ricavi da cessioni temporanea, pari a 2,85 milioni riguardano principalmente sei mesi della cessione temporanea di Patrik Schick alla AS Roma per 2,5 milioni. Il comunicato di AS Roma del 24 agosto 2017, annunciava l’acquisizione temporanea di Patrik Schick per l’importo di 5 milioni di Euro, con riscatto per un corrispettivo di 9 milioni di euro, più bonus per un massimo di 8 milioni di euro.

Le minusvalenze risultano pari a € 1,45 milioni, la principale delle quali è stata determinata dallo svincolo di Tommasini per € 476.000.

I costi per acquisizioni temporanee dei calciatori ammontano a € 2.734.000 (€ 2.093.000 nel 2016). Il costo maggiore riguarda Zapata (Napoli) per € 1.575.000.

L’ammortamento della rosa calciatori è stato pari a € 17.775.000 (€ 16.053.000 nel 2016).

 

I Costi

Il costo del personale, pari a € 51,28 milioni (€ 49,8 milioni nel 2016), risulta aumentato del 3% ed incide sul fatturato netto per l’88,2%, mentre incide sul valore della produzione per il 45%, grazie alle plusvalenze. Il costo del personale è aumentato in misura meno che proporzionale all’aumento del valore della produzione e risulta “sostenibile”, grazie alle plusvalenze. L’aumento del fatturato netto è stato del 13%, soprattutto grazie all’aumento dei diritti TV del 20,7%.

Il costo del personale tesserato è aumentato da € 46,39 milioni a € 47.139.000; mentre, il costo degli altri dipendenti è aumentato da € 3,39 milioni a € 4,14 milioni. Il numero degli allenatori mediamente in forza al club, durante il 2017, è stato di 47, mentre il numero dei calciatori è rimasto invariato a 37.

Nelle spese per servizi, pari a € 16.079.000 (€ 13,78 milioni nel 2016), sono ricomprese le spese per agenti e intermediari pari a € 7.593.000 (€ 5,57 milioni nel 2016).

I costi per godimento beni di terzi, pari a € 4.608.000 (€ 4,73 milioni nel 2016), comprendono: il canone per la concessione di utilizzo del marchio Sampdoria, per € 3 milioni in forza del contratto con la controllante Sport Spettacolo Holding S.r.l. e i diritti di utilizzo dello Stadio per € 1.131.000.

 

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro. Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.

Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,725 tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A la cui soglia è di 0,8.

 

Il punto di pareggio

Il risultato prima delle imposte, aggregato relativo agli esercizi 2015, 2016 e 2017, è positivo per € 14,49 milioni. Occorre dire che tale risultato è anche comprensivo dello storno dei costi per il Vivaio, il cui dato aggregato è di 5,6 milioni di Euro, mentre il dato aggregato degli ammortamenti non rilevanti è trascurabile.

La soglia di tolleranza stabilita dal Regolamento UEFA del Fair Play Finanziario, per il periodo di monitoraggio 2015-2016-2017 è di € 30 milioni.

 

Conclusioni

In sintesi, si potrebbe affermare che grazie alle plusvalenze la Sampdoria è riuscita a raggiungere le condizioni di equilibrio economico. I diritti televisivi restano fondamentali per il bilancio della Sampdoria.

Il bilancio 2017 mostra l’incrementarsi della voce terreni e fabbricati, che è un segnale di voler puntare al rafforzamento patrimoniale del club, dotandolo di strutture di proprietà. E’ molto probabile che anche nel 2018 l’equilibrio economico raggiunto sia consolidato, anche grazie alla registrazione di nuove importanti plusvalenze e bonus come quella di Schick.

 

 

Il post è apparso originariamente sul Blog “Appunti di Luca Marotta

Ecco i numeri di CR7 al suo arrivo alla Juventus [Infografica]

L’operazione è ormai ufficiale e sta riempiendo le pagine dei quotidiani e del web: Cristiano Ronaldo arriva alla Juventus e giocherà in Italia per i prossimi quattro anni. Gli amici di Stampaprint non hanno perso tempo per regalarci questa infografica con i numeri collezionati da CR7  fino ad oggi. In attesa dei nuovi, che potremo vivere più da vicino sui campi da calcio della Serie A.

 

ACF Fiorentina, Bilancio 2017: utile netto record grazie al calciomercato

ACF Fiorentina Spa ha chiuso il bilancio d’esercizio al 31/12/2017 con un utile netto di € 35.573.227, che è anche record storico, mentre l’esercizio solare 2016 si era chiuso con una perdita netta di € 2.736.769 e il 2015 con una perdita di € 15.581.807. Altro record storico è costituito dall’ammontare delle plusvalenze, pari ad € 88.748.498.

Invero il fatturato netto, senza plusvalenze è diminuito a circa 90,2 milioni di Euro.

Di fatto, la Fiorentina ha continuato a vendere dei calciatori importanti, onde realizzare delle plusvalenze al fine di realizzare una gestione economica equilibrata. Nel 2017 sono stati ceduti Bernardeschi (che ha permesso di realizzare una plusvalenza di Euro 39.113.216), Vecino (plusvalenza di Euro 22.724.949) e Kalinic (plusvalenza di Euro 16.515.836). Nel 2016, era toccato a Marcos Alonso, che ha permesso di realizzare una plusvalenza di 22,13 milioni di Euro. Negli anni precedenti sono stati ceduti calciatori, che hanno determinato plusvalenze importanti, come: Cuadrado; Jovetic e Nastasic.

Il forte impatto delle plusvalenze del 2017 è stato facilitato anche dal profondo cambiamento dell’organico, compreso lo staff tecnico, con il nuovo allenatore, Stefano Pioli, e dall’adozione di un nuovo progetto tattico e al ringiovanimento della Rosa.

Gli Amministratori sposano in pieno la filosofia posta alla base del Fair Play Finanziario, voluto dall’UEFA, valutando ogni operazione anche in funzione delle dimensioni societarie. La Fiorentina persegue un modello gestionale che punta all’autonomia economica e finanziaria dell’azienda.

Dal punto di vista sportivo, la prima parte dell’esercizio 2017, riguardante la parte finale della stagione sportiva 2016/2017, si è conclusa all’ottavo posto in campionato, non conseguendo il diritto alla partecipazione alle competizioni europee. Nella competizione Uefa Europa League, la Fiorentina è stata eliminata nella fase dei sedicesimi di finale dopo il doppio confronto con il Borussia Mönchengladbach, mentre per quanto riguarda la Coppa Italia, è stata eliminata nei quarti di finale dal Napoli.

La seconda parte dell’esercizio 2017, riguardante la parte iniziale della stagione sportiva 2017/18, si è conclusa all’ottavo posto in campionato, con 57 punti, non conseguendo “sul campo” il diritto alla partecipazione alle competizioni europee, che tuttavia potrebbe essere conseguito se al Milan fosse impedita la partecipazione. Per quanto riguarda la Coppa Italia, è stata eliminata nei quarti di finale dalla Lazio.

 

Il Gruppo

La società appartiene al Gruppo “DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L.”, che predispone il bilancio consolidato. DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L. detiene il 97% delle azioni, pari a 7.275.000 e Andrea Della Valle l’1%, pari a 75.000. Il restante 2% delle azioni è detenuto dalla controllata Firenze Viola Srl, pari a 150.000 azioni.

La società controllata Firenze Viola Srl è detentrice del marchio Fiorentina e dei Trofei acquisiti dal fallimento della precedente società A.C. Fiorentina S.p.A. ed ha beneficiato del conferimento del ramo commerciale d’azienda. ACF Fiorentina Spa ha mantenuto: il Main Sponsor, lo Sponsor Tecnico, gli Sponsor Istituzionali, tutti i rapporti contrattuali riguardanti la cessione dei diritti di trasmissione, nonché tutti i proventi dalla biglietteria. Firenze Viola srl ha concesso ad uso esclusivo di ACF Fiorentina Spa l’utilizzo del marchio “Fiorentina”, a fronte di un canone annuo, per il 2017, di € 271.750.

La società ACF Fiorentina Spa detiene le partecipazioni totalitarie nelle società Firenze Viola Srl, Promesse Viola Srl, che si occupa di servizi inerenti vitto, alloggio, trasporto, supporto logistico per gli allenamenti e assistenza allo studio agli atleti del settore giovanile; Fiorentina Women’s SSD a r.l., che ha per oggetto l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche del calcio femminile.

ACF Fiorentina Spa redige il bilancio consolidato ai soli fini del soddisfacimento della normativa FIGC.

Nel mese di marzo 2015, ACF Fiorentina S.p.A. ha acquisito una partecipazione del 15% della società Wadhawan Sports Private Limited che controlla il Pune City FC (INDIA), per originari € 1.753.270. Nel corso del 2016, il costo di tale partecipazione aumentò di Euro 750 mila, ma il valore della partecipazione e stato completamente svalutato in quanto i risultati economici di bilancio della società indiana presentano valori negativi. Alla data del 31.03.2017, la quota di partecipazione risulta scesa al 12,07%, per effetto dei versamenti di capitale ai quali la ACF Fiorentina non ha partecipato. Al 31.12.2017, il valore della partecipazione in bilancio risulta completamente svalutato.

 

La continuità aziendale

Nella nota integrativa è scritto che la valutazione delle voci di bilancio è stata fatta nella prospettiva della continuazione dell’attività, “non sussistendo incertezze significative a riguardo”. I Revisori della Deloitte & Touche S.p.A. non hanno evidenziato alcun richiamo o rilievo.

 

La struttura dell’attivo

Gli impieghi sono rappresentati per il 49,8% dalle immobilizzazioni, per il 49,6% dall’attivo circolante e per lo 0,6% da ratei e risconti attivi.

Causa la mancanza di uno stadio di proprietà gli investimenti infrastrutturali, confluiscono nelle immobilizzazioni immateriali. Tra le “Altre Immobilizzazioni”, pari ad Euro 5.606.469 (€ 6.821.353 nel 2016), sono compresi i costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi (Stadio e Centro sportivo). Nel 2017, sono stati realizzati interventi per Euro 169.310 (€ 369.405 nel 2016). Le “Immobilizzazioni in corso”, che nel 2016 erano pari ad Euro 1.161.251 e comprendevano erano allocati i costi per i progetti relativi alla costruzione del nuovo stadio, che riguardavano parcelle relative agli studi di architettura e di progettazione per la realizzazione del progetto definitivo. Nell’esercizio 2017 si è preferito svalutare tale posta per un importo di € 1.740.450.

 

Nuovo stadio

La costruzione del Nuovo Stadio e collegata dal punto di vista urbanistico al trasferimento del mercato ortofrutticolo e al nuovo aeroporto di Firenze. Nella Relazione sulla Gestione, gli Amministratori hanno scritto che per il Nuovo Stadio “la procedura urbanistica prevede diversi passaggi che, allo stato attuale, condizionano l’iter autorizzativo e non permettono di poter stabilire con ragionevole certezza i tempi di realizzazione del progetto. La Società Fiorentina auspica che, nel corso del 2018, vi siano i presupposti da parte di tutte le parti coinvolte per poter addivenire ad una definizione del cronoprogramma di progetto”.

In considerazione delle incertezze in merito alle tempistiche di inizio e conclusione dei lavori e all’orizzonte temporale di recupero dei costi sostenuti, tali costi, contabilizzati tra le “Immobilizzazioni in corso”, per i progetti relativi alla costruzione del nuovo stadio, sono stati svalutati nell’esercizio 2017. Secondo gli Amministratori l’attuazione del progetto del nuovo Stadio cambierà il futuro patrimoniale e sportivo del club. Secondo loro il nuovo Stadio potrà consentire “una crescita strutturata e significativa dell’azienda”, e alla squadra permetterà “di poter competere nell’arco di qualche anno per le posizioni più nobili del campionato”.

 

L’attivo, pari a € 265,39 milioni circa (€ 163,5 milioni nel 2016), risulta aumentato del 62,31%. Le immobilizzazioni incidono sull’attivo per il 49,8%. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresentano il 73,8% delle immobilizzazioni ed il 36,8% dell’attivo.

Il 14,5% delle immobilizzazioni, per l’importo di Euro 19.159.340 (€ 19.033.306 nel 2016), riguarda le partecipazioni totalitarie in: Firenze Viola srl (€ 19 milioni); Promesse Viola Srl (€ 7.496); Fiorentina Women’s SSD a r.l. (€ 151.844).

L’attivo immobilizzato comprende la Library acquistata dalla RAI, nel 2012, al prezzo di € 11.200.000. In bilancio figura una valore residuo di circa € 9,3 milioni. Il valore di tali diritti è stato determinato da un’apposita perizia redatta da un esperto indipendente ed in funzione dei flussi di ricavi che saranno conseguiti nel tempo e viene ammortizzato in 30 anni con decorrenza dal 30 Settembre 2012. Contestualmente con la stessa Rai fu stipulata una transazione per l’utilizzo pregresso della Library per un importo di € 3 milioni, ed fu concesso il diritto trentennale di utilizzo della stessa Library sino al 2042, nonché il diritto di rinnovare il citato contratto di utilizzo della stessa dal 30 giugno 2042 al 30 giugno 2072 per € 1.000.000. Per l’utilizzo della “Libreria storica” la Fiorentina stipulò dei contratti con la RAI che genereranno ricavi sino al 30 Settembre 2042, già contrattualizzati per un valore complessivo pari a circa € 7.200.000, di cui € 925.322 di competenza del 2017 e per il quale risultano iscritti a bilancio risconti passivi oltre i dodici mesi per un importo pari a € 4.214.679.

Al 2012, risale anche un contratto con Infront Italy Srl, con cui è stato conferito l’incarico per la digitalizzazione, la catalogazione e l’organizzazione delle immagini appartenenti all’archivio RAI. Per questa operazione Infront procederà con la commercializzazione dell’archivio, attività per la quale viene previsto un corrispettivo pari a € 750.000 annui per le stagioni 2015/16, 2016/17 e 2017/18.

I Crediti nei confronti della società controllante diminuiscono da € 23.328.918 a € 22.907.019 e si riferiscono alle somme che dovranno essere ricevute in forza del Consolidato Fiscale Nazionale ai fini IRES, a cui la società ha aderito in qualità di controllata. L’incidenza di tali crediti sull’attivo è dell’8,6%.

I Crediti verso imprese controllate iscritti nell’attivo circolante aumentano da € 158.361 a € 408.106.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,65 (1,73 nel 2016), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,95 (0,99 nel 2016), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di poco di pagare i debiti a breve. Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono risconti passivi per 16,6 milioni di Euro.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC

Tale indicatore, è il più importante per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente. Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 1,05, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,5.

Nella Relazione sulla Gestione è scritto che al 30/06/2017 il valore calcolato è stato pari a 0,85 ampiamente al di sopra della soglia minima stabilita dalla FIGC, che è di 0.5.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI

Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice, ma fondamentale domanda: quanto è stato investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 42,1% (55,8% nel 2016), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 42,1 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI

Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.

Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 55.785.855, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 26 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero persi circa 1,2 Euro.

 

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta aumentato da € 55,35 milioni a € 97,56 milioni. La variazione è dovuta a investimenti per Euro 85,2 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo per circa € 14,79 milioni, ammortamenti per € 28,12 milioni.

 

 

Durante la sessione invernale del calciomercato 2016/17 è stato ceduto è stato ceduto il calciatore Zarate al Watford per un corrispettivo di Euro 1.448.750; mentre sono stati acquistati a titolo definitivo ILLANES Minucci Svincolato con un costo di Euro 400.000 e CASTROVILLI Gaetano (Bari) per Euro 1.200.000.

Le cessioni principali della sessione estiva del calciomercato 2017, sono state: Federico Bernardeschi (Juventus) per 40 milioni di Euro, Matias Vecino (Inter) per € 24 milioni, Nikola Kalinic (Milan) per € 20 milioni, Borja Valero (Inter) per € 5,5 milioni, Josip Ilicic (Atalanta per €5 milioni, Ciprian Tatarusanu (Nantes) per 1,5 milioni e Horvje Milic (Olympiakos) per € 700 mila che hanno comportato importanti plusvalenze economiche, ed è stato svincolato il calciatore Matias Fernandez.

I principali acquisiti hanno riguardato: SIMEONE G. (Genoa) per € 16.000.000; BENASSI M. (Torino) per € 10.000.000; VERETOUT J. Aston Villa (UK) per € 7.157.721; MILENKOVIC N. Partizan (SER) per € 4.650.000; EYSSERIC V. Nice (FRA) per € 3.600.000; THEREAU C. Udinese Per € 3.000.00; BIRAGHI C. (Pescara) per € 2.200.000: LAURINI V. (Empoli) per € 1.800.000; HRISTOV R. PFC (Slavia) per € 1.700.000; ZEKHNINI R. (Odds) per € 1.500.000; GRACIAR M. (Slovan Liberec) per € 1.200.000; ZINFOLLINO M. (Bari) per € 700.000; SIMIC (R. Domzale) per € 163.200.

Durante la sessione invernale di mercato 2017/18, è stato ceduto in prestito il calciatore BABACAR K. al Sassuolo con obbligo di acquisto e a titolo definitivo HAGI Janis al Viitorul (ROM) per € 2.000.000; mentre sono stati acquistati a titolo definitivo KUKOVEC N. dal Maribor per € 700.000; DABO B. dal St. Etienne per € 3.000.000.

La svalutazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori, per € 119.000 ha riguardato le cessioni di calciatori avvenute nel corso della sessione di calciomercato di gennaio 2018 il cui corrispettivo di vendita è risultato inferiore al valore residuo. MADRIGALI S. (€ 9.000) e MLAKAR J. (110.00).

 

Il Patrimonio netto

Il patrimonio netto risulta positivo per € 104.447.501 (€ 68.874.275 nel 2016) e finanzia il 39,4% delle attività (42,1% nel 2016). La variazione positiva di 35,57 milioni è dovuta all’utile netto di esercizio di 35,57 milioni di Euro.

Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 1,07 (1,24 nel 2016). Tale indicatore significa che il valore contabile netto della rosa è finanziato totalmente con i mezzi propri.

Secondo la riclassificazione operata dagli amministratori, il Capitale Circolante netto è positivo per € 19.985.944, nel 2016 era negativo per € 177.834. Se non si considerassero i risconti passivi a breve pari a Euro 16.637.786 (€ 10.015.491 nel 2016), che sono ingenti a causa della contabilizzazione per anno solare e non per stagione sportiva, il capitale circolante netto aumenterebbe di molto.

 

La struttura del Passivo

Il capitale di terzi finanzia il 60,6% delle attività (57,9% nel 2016).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,65 (0,73 nel 2016), il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri, anche se bisogna evidenziare che l’equity ratio è pari al 39,4% e per la Serie A italiana è uno dei migliori.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.

I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2017 ammontano a € 117.169.796 (€72,7 milioni nel 2016), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 150,7 milioni. Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,777, comunque inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,75.

Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 30/06/2017 il valore calcolato è stato pari a 0,68, ampiamente dentro i parametri FIGC, che prevedono come valore massimo 1,75.

I ratei e risconti passivi ammontano a € 20.852.465 (€ 14.435.574 nel 2016) e finanziano il 7,9% delle attività (8,8% nel 2016).Le principali voci dei risconti passivi riguardano i Diritti TV stagione sportiva 2017/18 per 11.868.586 (€ 4.429.032 nel 2016), Proventi da diritti di immagine archivio RAI € 4.421.073 (€ 4.595.486 nel 2016), i Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali per € 2.220.000: e l’incasso netto da abbonamenti partite in casa per € 1.904.055. I risconti passivi oltre i dodici mesi sono pari a € 4.214.679 e si riferiscono ai ricavi derivanti dalla cessione dei diritti dell’archivio Library RAI.

Nella nota integrativa è scritto che i debiti verso i tesserati, dipendenti e collaboratori, pari a Euro 3.626.606, riguardano il debito relativo alle mensilità di dicembre 2017, pagata nel mese di gennaio 2018 e i Debiti per Intermediazioni su trasferimenti da fatturare, pari a Euro 6.552.762 (€ 8.078.338 nel 2016), rappresentano il debito in essere relativo ai contratti sottoscritti con intermediari in occasione dei trasferimenti di giocatori, ancora non scaduti e, di conseguenza, non ancora fatturati.

Tale voce rispetto al saldo iniziale di € 8.078.337 di è decrementata di € 9.431.270 e si è incrementata di € 7.905.695. Il maggiore incremento riguarda BERNARDESCHI FEDERICO per € 900.000 e il maggiore decremento riguarda BABACAR KOUMA per € l.200.000.

 

La Posizione Finanziaria Netta

I debiti bancari, al 31 dicembre 2017 sono esposti per 8.978.000 Euro (€ 3 milioni nel 2016). Trattasi di finanziamento a breve termine erogato da Banca CR Firenze sulla base di un fido garantito da pegno di azioni da parte della controllante Diego Della Valle & C. Srl, per l’importo di 3 milioni di euro nonché debiti verso società di factoring per operazioni di anticipo dei diritti televisivi della stagione in corso per la differenza.

 

 

I debiti finanziari riguardano il debito fruttifero di interessi verso la società controllante pari a € 15 milioni. Tale debito è fruttifero di interessi al tasso dell’1% sull’Euribor a 3 mesi, con scadenza 30/05/2018. Le disponibilità liquide diminuiscono di € 1,2 milioni, da € 4,6 milioni a € 3,4 milioni.

I Crediti verso società calcistiche aumentano di € 53,9 milioni, da € 31.198.310 a € 85.128.991. In particolare, la voce Crediti verso Enti Settore Specifico per fatture da emettere, risulta pari a € 3.091.922 (€ 9.585.733 nel 2016) e comprende: il credito verso la Uefa di € 78.300, incassato a febbraio 2018, per corrispettivi extra maturati per la partecipazione all’Europa League 2016/17; il credito verso Lega di € 2.263.622; il credito verso la Sampdoria per € 750.000, legato alla risoluzione del contratto con Montella. Il credito verso la Lega riguarda: la stima della quota di competenza al 31/12/2017 dei Ricavi Collettivi ripartiti dalla Lega Serie A, che saranno distribuiti sulla base alla posizione di classifica finale per € 600.000; i ricavi connessi alla messa a disposizione del segnale audiovisivo e per la concessione dei diritti televisivi della stagione 17/18 per € 714.024; la quota dei ricavi connessi alla qualificazione ai quarti di finale della TIM Cup 17/18 e alla percentuale sull’incasso della partita disputata il 26 dicembre a Roma contro la Lazio, per € 949.598.

I debiti verso società calcistiche sono pari a € 69.346.686 (€ 26,12 milioni nel 2016).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso della Fiorentina sono assenti. L’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 4,7 milioni risulta inferiore al volume dei ricavi ed è conforme a quanto auspicato dalla normativa. Occorre evidenziare che

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l’importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall’inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l’attività è dichiarata pronta per l’uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso della Fiorentina, al 31.12.2017, sono assenti debiti per la costruzione del nuovo stadio.

 

Il Rendiconto Finanziario

L’ Indebitamento finanziario netto finale è aumentato di 9.186.084 Euro, da € -11.386.761 a € – 20.572.845, perché il CASH FLOW della Gestione Operativa corrente è stato positivo per Euro 62.622.908 (+29.179.555 nel 2016), soprattutto a causa di un CASH FLOW della Gestione Reddituale positivo per Euro 82.992.089 (+ 27.134.617 nel 2016) e il CASH FLOW DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO è risultato negativo per Euro  -71.808.991 (€-21.722.121 nel 2016), soprattutto a causa di Investimenti in Diritti pluriennali, che hanno assorbito Euro 72.186.581 (€ 20.275.514 nel 2016).

 

In altre parole la gestione corrente non è risuscita a fronteggiare il fabbisogno della gestione relativa agli investimenti, producendo un fabbisogno di Euro 9.186.084, che è stato soddisfatto con il flusso dell’attività di finanziamento per Euro 7.978.000 e dalle variazioni di disponibilità liquide per Euro 1.208.084.

 

Controversie Legali e tributarie

Il Financial Fair Play richiede che non vi siano debiti scaduti verso club, personale, ma anche verso il fisco o verso gli Enti Pubblici. Tuttavia, nel caso in cui si fossero concluse delle transazioni oppure instaurasse una controversia, argomentata e giudicata ammissibile, il debito non sarebbe considerato scaduto e si rientrerebbe nei parametri del Fair Play Finanziario.

La voce “Fondi per rischi e oneri” risulta aumentata da € 7.449.229 a € 22.792.692. Per il Fondo per trattamento di quiescenza ed obblighi simili vi è stato un accantonamento di periodo per l’importo di € 150.000 relativo al trattamento di fine mandato del Consiglio di Amministrazione e utilizzo per € 300 mila. I Fondi per imposte, anche differite: si incrementano di € 15.382.230 per l’accantonamento effettuato al fondo imposte differite. Per gli Altri fondi per Rischi ed Oneri, si è verificata una variazione di € 106 mila; a causa un accantonamento di € 488 mila, per passività potenziali per controversie e/o cause legali in essere, per lo più riguardanti rapporti contrattuali con calciatori non più tesserati; e all’utilizzo nell’esercizio di fondi per circa € 389 mila per cause relative ad esercizi precedenti.

Dalla Relazione sulla Gestione emerge l’esistenza, durante il 2017, per ACF Fiorentina di alcune controversie legali. Per quanto riguarda la vicenda “Calciopoli”, la Fiorentina è stata convenuta, insieme ad altre società di calcio, dinanzi alle Corti di Appello di Brescia, di Bologna e di Napoli, rispettivamente da parte del Brescia Calcio S.p.A., del Bologna Football Club 1909 S.p.A. e da parte della società Victoria 2000 s.r.l.. La Fiorentina è stata anche citata in giudizio, insieme ad altre società di calcio, dinanzi al Tribunale di Roma dal dott. Gazzoni Frascara (in proprio e quale amministratore unico della F.G.F. Finanziaria Gazzoni Frascara S.r.l.).

I giudizi sono stati promossi per ottenere in sede civile il risarcimento di danni subiti in conseguenza dell’esito finale della stagione 2004/2005. Il rischio di soccombenza è stato stimato come “remoto”. Per tale motivo, la Fiorentina non ritiene che le richieste risarcitorie possano trovare accoglimento e, di conseguenza, non ha effettuato accantonamenti in bilancio.

Inoltre la società Victoria 2000 S.r.l. ha presentato denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze lamentando che nel bilancio della Fiorentina chiuso al 31 dicembre 2015 sarebbe stato omesso un accantonamento a fondo rischi inerente i giudizi sopra richiamati. In data 24 marzo 2017, la Procura della Repubblica ha esteso la contestazione anche al bilancio chiuso al 31 dicembre 2016. Invero, il Pubblico Ministero, in data 22 maggio 2017, aveva formulato richiesta di archiviazione. Ma, il Giudice per le Indagini Preliminari, con ordinanza in data 25 settembre 2017, ha ritenuto di non accogliere la richiesta di archiviazione. Il 7 marzo 2018, nell’udienza preliminare, il GUP non ha ammesso quale parte civile la querelante, perché ha ritenuto insussistenti le sue ragioni creditorie.

 

La gestione economica

Nell’anno solare 2017, la gestione economica ha visto il prevalere dei ricavi sui costi, poiché è stata caratterizzata dall’aumento del valore della produzione del 36,4%, a causa soprattutto delle plusvalenze (+179%), e dal decremento dei costi della produzione in misura del 6,3%.

 

Il valore della produzione, pari a € 184.779.269 (€ 135.445.972 nel 2016), è aumentato del 36,4% e dipende per il 48% dalle plusvalenze e per il 29,4% dai diritti televisivi.

I costi della produzione ammontano a € 128.993.414 (€ 137.609.620 nel 2016) e risultano in diminuzione di € 8,62 milioni (-6,3%). Tale decremento è riconducile soprattutto alla riduzione dei costi del personale per 9,53 milioni e alla riduzione dei costi per servizi per 2,26 milioni. I costi della produzione dipendono per il 49,2% dai costi del personale; per il 25,1% dagli ammortamenti; per il 14,6% dai costi per servizi.

La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 55,78 milioni, mentre nel 2016 era negativa per € 2,16 e nel 2015 era negativa per € 12,8 milioni. L’ EBITDA risulta positivo per Euro 88.614.329; mentre nel 2016 era positivo per Euro 29,67 milioni e nel 2015 era positivo per Euro 17,2 milioni.

 

 

L’evoluzione nel tempo, dal 2009 in poi, del confronto tra fatturato netto senza plusvalenze e costo del lavoro allargato (costo del personale+ammortamenti) dimostra come dal 2010 in poi il fatturato netto sia risultato sempre inferiore al costo del lavoro allargato, con una tendenza al riallineamento che è iniziata solo dal 2015. Il che vuol dire che la gestione economica della Fiorentina dal 2015 in poi persegue l’obiettivo di contenere il costo degli ingaggi dei calciatori e il costo dei relativi cartellini entro i limiti del fatturato netto senza plusvalenze.

 

I Ricavi

I ricavi da gare diminuiscono di € 1,04 milioni, da € 8,75 milioni a € 7,71 milioni, con un decremento di circa l’11,9%. I Ricavi da gare Europa League sono diminuiti da € 726.750 a € 359.198. I ricavi da gare in Casa – Campionato ammontano a € 2.635.435 (€ 3.022.518 nel 2016); mentre i Ricavi per abbonamenti diminuiscono di € 484.456, da € 4.941.587 a € 4.457.131.

Complessivamente nell’anno solare 2017 si sono disputate in casa 3 partite in meno: 19 di campionato (18 nel 2016); 1 di Competizioni UEFA (7 nel 2016) e 2 di Coppa Italia (zero nel 2016). Nella Relazione sulla Gestione si legge che nella stagione sportiva 2016/2017 le medie spettatori sono state 26.470 presenze medie Campionato, contro una media nazionale spettatori (fonte Lega Serie A) di 21.071; 18.184 presenze medie per l’Europa League e 4.9491 presenze medie per la Coppa Italia. Il numero di abbonati 2016/2017 è stato di 20.7154, per un incasso netto di circa 4,9 milioni di euro. Nel primo semestre della stagione sportiva 2017/2018 le medie spettatori sono state 24.233 presenze medie Campionato, contro una media nazionale spettatori (fonte Lega Serie A) di 24.181; 7.038 per la partita di Coppa Italia con la Sampdoria. Il numero di abbonati 2017/2018 è stato di 15.140, per un incasso netto di circa 4,4 milioni di euro.

La voce “Ricavi da sponsorizzazioni” aumenta da € 7,83 milioni a € 8,88 milioni. Tale voce comprende: Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali per € 3.050.671 (€ 1.512.329 nel 2016); Ricavi da sponsor ufficiali e tecnici per € 3.902.205 (€ 3.455.778 nel 2016), altre sponsorizzazioni commerciali per € 1.925.681 (€ 2.740.819 nel 2016) e zero Premi da sponsor (€ 125.000 nel 2016). Dalla stagione sportiva 2016/2017, la Fiorentina ha sottoscritto contratti di sponsorizzazione con l’azienda VORWERK FOLLETTO S.a.s. di Vorwerk Management S.r.l.; mentre, per quanto riguarda lo sponsor tecnico “Le Coq Sportif” è proseguito il rapporto in base al contratto quinquennale, stipulato nel luglio 2015, che prevede, oltre ad un compenso fisso, dei bonus variabili ad obiettivo sportivo e delle royalties sulle vendite dei prodotti oggetto della licenza.

I “Proventi pubblicitari”, aumentano del 20,1%, da € 3.671.100 a € 4.407.250.

I “Proventi commerciali e royalties”, pari a € 707.822 (€ 759.236 nel 2016), si riferiscono ai ricavi derivanti dall’attività di merchandising e di licensing relativi al contratto di sponsorizzazione tecnica con “Le Coq Sportif”.

I ricavi TV della Serie A ammontano a € 54.360.528 (€ 54.882.693 nel 2016). A tali proventi bisogna aggiungere i proventi da partecipazione all’Europa League 2016/17, i diritti di trasmissione radiofonici e i proventi accessori diritti TV, stimabili in Euro 5,9 milioni. La variazione dei diritti TV nazionali è dipesa sia dal coefficiente di ripartizione, e dai piazzamenti in classifica degli ultimi anni.

Per quanto riguarda gli altri ricavi, la voce “Proventi vari” nel 2016 tale voce comprendeva le indennità per la partecipazione calciatori ad “Euro 2016” per € 1.377.732, che ovviamente non è presente nel 2017. La voce “Ricavi e proventi diversi” comprende i ricavi derivanti dal contratto di sfruttamento dell’archivio immagini della RAI per € 925.322 e gli indennizzi assicurativi per € € 135.693.

 

Il Player Trading

Nel 2017 la gestione del Player trading è abbondantemente positiva e risulta fondamentale nella gestione economica complessiva del club.

 

Le plusvalenze sono superiori al costo annuale dei cartellini e sono aumentate da € 31,8 milioni a € 88,75 milioni. La plusvalenza più importante è stata quella di Bernardeschi Federico (Juventus) con 39.113.216, seguita da quella di VECINO Matias (Inter) con 22.724.949 Euro; KALINIC Nikola (Milan) con € 16.515.836; VALERO Borja (Inter) con € 3.241.135 e ILICIC Josip (Atalanta) con 3.046.402. Le minusvalenze registrate diminuiscono da € 3.833.550 a € 1.507.538. La minusvalenze più importante è stata quella di BELECK Leo (svincolato) con 650.952Euro, seguita da FERNANDEZ Matias (svincolato) con 491.955 Euro.

I Ricavi da cessione temporanea calciatori aumentano da € 645 mila a € 684.622. Il prestito di Matias Fernandez al Milan ha permesso di ricavare, nell’anno solare 2017, Euro 535.855. Il costo dei prestiti di calciatori ammonta ad Euro 2.322.042 (€ 1.784.735 nel 2016), tra cui SAPONARA R. (Empoli) per € 606.870 SPORTIELLO M. (Atalanta) per € 330.524 e PEZZELLA G. (Betis Siviglia) per € 244.193.

L’ammortamento dei calciatori è pari a € 28.116.581 (€ 26,78 milioni nel 2016).

La voce Altri Proventi da Gestione Calciatori, pari ad Euro 5.096.247 (€ 5.312.533 nel 2016), comprende il premio, ricevuto dal Milan, per il trasferimento del calciatore Kalinic per € 2.500.000 e quello ricevuto dal Chelsea per Alonso per € 976.200. La voce Altri Oneri di Gestione Calciatori, pari a € 5.527.459 (€ 1,57 milioni nel 2016), comprende il premio a favore del Club Nacional per Vecino ammontante a € 3.187.400 e il premio a favore del Barcellona per Telo ammontante a € 2 milioni.

 

I Costi

Il costo del personale è diminuito da € 72,99 milioni a € 63,46 milioni. Si è registrato un decremento di circa € 9,53 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 34,3% e sul fatturato netto del 70,3% (74,7% nel 2016 e 80,7% nel 2015). In particolare, la riduzione è dovuta al costo del personale tesserato, che è diminuito da € 68,49 milioni a € 58,46 milioni. I compensi contrattuali ai calciatori si riducono di € 3.954.418, da € 46,14 milioni a € 42,18 milioni; mentre la parte variabile è diminuita di € 6.638.886, da € 14.066.639 a € 7.427.753.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro. Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.

Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,615 tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva che è di 0,85. Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 30/06/2017 il valore calcolato è stato pari a 0,87, di poco fuori parametro, che prevede un limite massimo di 0,85.

I costi per servizi ammontano a € 18.856.632 (€ 21.114.257 nel 2016). Tali costi comprendono anche i Costi per attività sportiva per € 5.909.533 (€ 8.374.117 nel 2016), che riguardano principalmente le consulenze tecnico-sportive, i costi per l’osservazione dei calciatori, le spese di funzionamento e i contributi alla Lega Nazionale Professionisti, le spese sostenute per l’assistenza sanitaria e per il vitto e l’alloggio dei giocatori di Prima Squadra e Settore Giovanile.

I Costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.679.602 (€ 1.819.631 nel 2016) e riguardano principalmente l’affitto per lo Stadio Artemio Franchi per € 778.689 (€ 840.901 nel 2016) e il canone riconosciuto a Firenze Viola Srl per la concessione d’uso del marchio “ACF Fiorentina” per € 271.750 (€ 300.000 nel 2016), gli affitti locali esterni per € 50.693 (€ 44.819 nel 2016) e il noleggio autoveicoli per € 477.411 (€ 523.527 nel 2016).

 

Il Problema del Fair Play Finanziario

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 55.137.511. Nel 2016 il risultato prima delle imposte era negativo per € 3.559.487. Nel 2015 il risultato prima delle imposte era negativo per € 15.114.992.  Nel 2014, il risultato prima delle imposte è stato negativo per € 49.414.924. Nel 2013 il risultato prima delle imposte era positivo per € 4,1 milioni. Anche nel 2012 era positivo per € 3,6 milioni.

Il dato aggregato dell’EBT per il periodo 2015, 2016 e 2017 è positivo per circa 36,46 milioni di Euro. Bisogna precisare che per il Regolamento del Fair Play Finanziario, bisognerà considerare il bilancio consolidato e operare delle rettifiche sull’EBT.

Dalla simulazione effettuata dagli amministratori nella Relazione sulla Gestione, le rettifiche del Fair Play Finanziario hanno prodotto un risultato positivo per il 2012 di 10,1 milioni di Euro; un risultato positivo per il 2013 di 9,4 milioni di Euro; per il 2014 un risultato negativo di 40,5 milioni di Euro; per il 2015 un risultato negativo per € 5,1 milioni e per il 2016 un risultato positivo di 6,2 milioni. Per il 2017, si registra un risultato positivo rettificato di 60 milioni.

 

 

Nella Relazione sulla gestione è precisato che l’ammissione alle competizioni europee per la stagione 2018/2019 è permessa qualora il valore massimo della perdita consentita negli esercizi considerati (ultimo triennio relativo agli anni 2015, 2016 e 2017), purché coperta mediante apporto di capitali, risulti al massimo di € 30 milioni.In base a quanto scritto dagli amministratori il dato aggregato triennale 2015-2016-2017 presenta valori positivi per circa 61,1 milioni, e pertanto risulta soddisfacente.

Nel 2017, le imposte di esercizio hanno esercitato un impatto negativo complessivamente per € 19.564.284.

L’IRAP ammonta a € 4.633.870; la Remunerazione per vantaggi fiscali conseguiti è positiva per € 1.562.794, mentre le imposte differite risultano negative per € 15.382.230 e le imposte anticipate sono positive per € 873.803.

Il risultato netto è positivo per € 35.573.227. Nel 2016 il risultato netto è stato negativo per € 2.736.769. Nel 2015 il risultato netto è stato negativo per € 15.581.807.

 

Conclusioni

L’esercizio 2017, dal punto di vista economico è risultato molto positivo con la realizzazione di importanti plusvalenze, come quella di Bernardeschi.

Gli Amministratori hanno confermato di voler perseguire “il consolidamento di un modello gestionale volto a far crescere gradualmente la struttura interna puntando all’autonomia economica e finanziaria dell’azienda, cercando di mantenere al contempo il raggiungimento di adeguati risultati sportivi”.